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Gestione dei Contenuti

Il Content management prevede Creazione, Aggiornamento, Pubblicazione, Traduzione, Archiviazione e utilizzo dei contenuti

Gestione dei Contenuti Con il termine inglese "Content management" si definisce il processo di creazione e gestione dei contenuti. Con riferimento al mondo del web e dei nuovi media, la parola "content" comprende le informazioni di tipo testuale, ma anche i documenti di tipo multimediale (come file audio, video, immagini). Oggi più che mai i contenuti sono la chiave di tutto: avere successo sul web significa sostanzialmente produrre contenuti creativi e discuterne online.

l web ha stravolto il mestiere del copywriter. Perché un messaggio funzioni quando viene messo in una bottiglia e lanciato nel mare sconfinato di internet deve prima di tutto raggiungere le persone a cui è destinato. Ma come convincerle a compiere un'azione (un acquisto, l'iscrizione ad un servizio, ecc.)? Il copy moderno deve essere in grado di scrivere le "call-to-action" che producano risultati certi e misurabili, in tempi ragionevolmente brevi.

Abbiamo detto fin da subito che uno dei motivi per cui il nuovo Marketing è a nostro avviso migliore degli strumenti tradizionali risiede nel fatto che i risultati sono misurabili in modo certo. Il web, infatti, consente un'analisi di mercato costantemente aggiornata. Grazie alle analisi in tempo reale i copywriter di Blacklemon possono permettersi di di essere pragmatici, di avere cioè un atteggiamento mentale che privilegia la pratica e la concretezza rispetto alla teoria, agli schemi astratti e ai principi ideali.

CALL TO ACTION
Ci sono regole non scritte che permettono ai nostri copywriter di essere efficaci. Per esempio:

> se lo scopo è indurre quanti più visitatori possibile a compiere una determinata azione, iniziare una frase con il verbo può essere una scelta vincente. Nella lingua italiana, infatti, sono il soggetto e il verbo che ci permettono di capire velocemente il senso di una frase. Se è vero, come dicono le statistiche, che il tempo medio di permanenza di un utente sulla maggior parte dei siti web è di pochi secondi, iniziare con il verbo può aiutare l'utente a capire immediatamente cosa fare.

> I numeri si rivelano molto efficaci in una call-to-action. Sono chiari, inequivocabili, colpiscono subito l'utente e generano le giuste aspettative.

> Gli avverbi sono noiosi. Appesantiscono la lettura. Creano confusione ed ambiguità. Dimenticateli. Tanto è efficace un verbo, quando è inefficace un avverbio.
Nelle call-to-action, però, esistono degli avverbi che fanno eccezione e sono quelli di tempo. "Ora", "adesso", "oggi", permettono di sintetizzare un concetto e di creare le giuste aspettative, pertanto possono essere utilizzati con successo.

> Tante parole sono nemiche della chiarezza. In una call-to-action il nostro utente deve cogliere al volo il messaggio, e capire con una sola occhiata cosa deve fare. Il titolo o il testo chiave che invita all'azione deve contenere il succo del discorso nelle prime 5 parole e deve avere una lunghezza compresa tra 80 e 140 caratteri.

> Occorre mirare sempre alla semplicità. Un linguaggio colorito e articolato, ricco di virtuosismi, non è assolutamente indicato. Il linguaggio di una call-to-action deve essere il più possibile diretto, pratico e comprensibile.
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